La mia pasta madre imperfetta

La mia pasta madre imperfetta

La mia pasta madre imperfetta
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Visto che molti di voi me lo hanno chiesto, vi faccio un breve excursus sulla mia pasta madre (o lievito madre) senza essere troppo noiosa e senza entrare in fastidiosi dettagli tecnici! Quando mi è balenata l’idea di provare a farla ero un pò presa dal timore di non esserne in grado e mi spaventava soprattutto la rigidità delle tempistiche dei rinfreschi. Poi ho mi sono lanciata, ho letto tanto, ho sbagliato, ho sperimentato, ho fatto diventare matto LUI, ho riprovato e alla fine ce l’ho fatta… Di pasticci ne ho combinati, ne combino e ne combinerò ancora molti, però il bello è proprio questo: divertirsi e trovare pasta madre negli angoli più impensati della casa dopo ogni rinfresco 😉 Insomma la mia pasta madre è imperfetta come me!

Tutto è iniziato da questi ingredienti:

  • 200 grammi di farina manitoba
  • 100 grammi di acqua
  • 1 cucchiaio di miele (starter)
  • 1 cucchiaio di olio evo

Ho impastato a mano questi ingredienti in una ciotola di vetro formando una palla e l’ho lasciata li dentro coperta da un canovaccio umido in un posto caldo della casa (vicino al termosifone!). Dopo 48 ore sono comparsi nella parte sottostante dell’impasto dei piccoli alveoli. La fermentazione ha avuto inizio ed ecco che è nata!

Pasta madre dopo 48 ore

Per 14 giorni consecutivi sempre alla stessa ora (circa!) ho effettuato il rinfresco in questo modo:

  • 100 grammi di pasta madre
  • 100 grammi di farina manitoba
  • 50 grammi di acqua

Pasta madre dopo primo rinfresco

La crosta superiore va tolta in quanto tende a seccarsi ed è meglio prendere la parte centrale, quella viva. La regola generale vuole che si pesi la pasta madre e si aggiunga la stessa quantità di farina e la metà del suo peso di acqua. In questi 14 giorni l’ho sempre conservata in una ciotola di vetro coperta da un canovaccio (non più umido!) riposta sul piano della cucina.
Al rinfresco del 15° giorno l’ho messa in un barattolo di vetro e – dopo circa 4-5 ore – ho chiuso il coperchio e l’ho posizionata in frigo.

Ora la mia pasta madre “dorme” in frigorifero e, tendenzialmente, la rinfresco ogni 5-7 giorni. Quando ne ho bisogno la “sveglio” tirandola fuori dal frigo, aspetto qualche ora affinché si “riprenda” e la divido in due parti. Una parte la rinfrescherò e – dopo 4 ore circa – la riporrò nuovamente nel frigo all’interno del suo barattolo con chiusura ermetica, mentre l’altra parte la rinfrescherò riponendola in una ciotola di vetro coperta e la userò per la ricetta prescelta. Di solito, prima di utilizzarla, aspetto circa 4 ore fino a quando non ha raddoppiato il suo volume. E a questo punto è pronta per l’uso!

Ecco quale è stata la mia personale esperienza con la pasta madre (o lievito madre): tengo a precisarlo perché non esiste un modo univoco per prepararla: bisogna anche lasciarsi guidare dal proprio istinto culinario! Ah…dimenticavo, le abbiamo dato un nome dopo la “nascita”: si chiama Briciola!

Pasta madre

4 Commenti alla ricetta

  1. Sei stata proprio brava! Mai darsi per vinta!!!

  2. Complimenti per la nuova nata!
    anch’io oggi ho iniziato a creare la mia pasta madre…..vedremo se riuscirò nell’intento.
    Ciao! a presto!

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